Nba 2k21

2K Sports ritorna con il suo capolavoro cestistico, con un titolo che si pone a cavallo tra vecchia e nuova generazione di console.

Il gioco vuole quindi puntare tutto sull’online in attesa di poter stupire sulla prossima generazione. Nel caso in cui acquisterete la versione Mamba Forever non sarà necessario l’ulteriore acquisto su next gen.

Quest’anno, nonostante gli intoppi legati alla diffusione del virus, l’Nba ha comunque tentato di proseguire il suo cammino e così fa anche il gioco targato Visual Concepts. Siamo ai playoff ma la narrazione quest’anno è volta non tanto a seguire la lega pedissequamente ma farlo più liberamente e con personalità.

Saremo infatti più legati paradossalmente al mondo 2K e a tutto quello che è stato creato in questi anni di grandi simulazioni sportive.

Il gioco poi a livello di gameplay ha visto una propria rivoluzione con il sistema di mira durante il tiro che rende la simulazione ancora più fedele alla realtà ma allo stesso tempo complessa. Il tutto a livello All-Star diventa naturalmente ancora più complicato.

Il gioco quest’anno è stato creato proprio per spadroneggiare e dare il meglio online, contro giocatori reali con un sistema de Il Mio Quartiere più bello e ispirato che mai, quest’anno sulla spiaggia. Su una spiaggia californiana potremo come sempre intraprendere una marea di attività e personalizzare in tutto e per tutto il nostro avatar perfino per quanto concerne abbigliamento e tatuaggi.

Il gioco prende tutto quanto di buono visto nella passata edizione e lo migliora a livello grafico con delle animazioni che quest’anno fanno veramente impressione per quanto sono realistiche. L’editor è come sempre ottimo e potremo spendere ore per poter personalizzare giochi e franchise a piacimento.

La Mia Carriera è basata sull’esperienza di Junior, un rookie che deve allontanare l’ombra ingombrante del padre autentica leggenda di questo sport e quindi poter primeggiare e contare sulle proprie forze senza essere sempre considerato solo come il figlio di.

Tornano anche La Mia Lega che come sempre mischia al meglio componenti gestionali e azione sul campo e Il mio GM che è interamente dedicato alle strategie dietro le quinte per tutti coloro a cui non piace cimentarsi sul campo.

La Mia Squadra è invece la modalità che ha visto i cambiamenti più significativi con l’Ultimate Team rivisto in maniera completa e approfondito a puntino.

Con le Stagioni potremo ottenere molte ricompense e con le sfide del fine settimana proseguire con questo percorso di crescita e arricchimento. Il grinding quindi regna sovrano anche se come sempre sono presenti le microtransazioni per accorciare il percorso e prendere scorciatoie.

Passi da gigante sono stati fatti in termini di intelligenza artificiale degli avversari.

Un episodio transitorio che comunque sazierà la fame di basket di tutti gli appassionati.

Voto: 8.5

PGA 2K21


HB Studios, dopo il buon The Golf Club, ha attratto l’attenzione di 2K e quindi grazie alla licenza ufficiale di questo PGA è nato questo titolo per tutti gli amanti del golf.

Il gioco è completamente licenziato e vede la presenza di grandissimi campioni del calibro di Furyk e Kuchar, anche se non potremo utilizzarli in campo perché potremo usare sempre e solo il cosiddetto MyPlayer. Buoni in ogni caso i modelli poligonali e le animazioni.

Cominceremo subito con un ottimo tutorial che ci introdurrà le meccaniche di rito. Dallo swing al putt insomma. Successivamente si passa alla creazione del proprio avatar, ossia del giocatore che vedremo sul campo. Tutto è customizzabile dall’essere destro o mancino fino all’abbigliamento che prevede marchi illustri come le celebri polo Ralph Lauren.

Quindi comporremo la nostra sacca con le nostre quattordici mazze. Anche qui massimo del realismo con produttori celebri tra cui scegliere i propri attrezzi del mestiere come ad esempio la Callaway. In ogni caso mano a mano che guadagneremo denaro nei tornei potremo acquisire pezzi ancora più pregiati.

I livelli di difficoltà sono ben sei da Principiante a Leggenda e una volta selezionato potremo intraprendere i vari tornei, partendo dalla Qualifying School, per poi passare al Korn Ferry Tour e quindi entrare di diritto nel circuito PGA.

Potremo anche scegliere il livello di bravura dei nostri avversari in modo da organizzare sempre match equilibrati. Questo garantisce un entry level molto più livellato rispetto al passato e quindi rende l’esperienza veramente adatta a tutti.

La regia di gioco e la gestione delle telecamere ricorda molto un match televisivo e il tutto è impreziosito dai commenti di Luke Elvy e Rich Beem.

E’ stato introdotto poi un sistema competitivo che prevede il confronto tra i nostri risultati e quelli dei più celebri pro e nel caso riuscissimo a fare meglio ci verranno assegnate ottime ricompense. A questo si aggiungono anche le sfide offerte dagli sponsor.

Il comparto grafico impressiona soprattutto per la ricostruzione certosina dei quindici circuiti presenti. Lo scanning ha svolto un lavoro veramente eccezionale. Con il Course Designer saremo anche in grado di creare il nostro campo dei sogni e condiverlo con la community.

Presenti anche le online societies in cui potremo riunirci in più di un giocatore e quindi competere in sfide schedulate dall’admin. Per poter competere nelle sfide più elevate dovremo procurarci delle mazze di alto livello. Con il sistema di progressione potremo crearci una sacca di altissimo livello.

Un buon ritorno sulle scene per uno sport non proprio popolarissimo che però verrà apprezzato dagli appassionati. L’online poi lo impreziosisce ancora di più.

Voto: 7.5

Fairy Tail

L’anime di Hiro Mashima è diventato un ottimo jrpg e quindi i fan possono gioire per questa trasposizione che rimane fedele all’opera.

Il manga è arrivato al capolinea con 63 volumi e 300 episodi animati e quindi questo fantasy shonen può ora continuare a brillare di luce propria grazie a questa ottima conversione. Scelta interessante quella di Gust di indirizzarsi verso un jrpg piuttosto che un canonico musou.

Il gioco ci butta subito nella mischia con un scontro tra alcuni maghi e lo stregone Hades. Per quanto concerne l’opera siamo più o meno al capitolo duecentocinquanta, quando i protagonisti sono sospesi per circa sette anni in un limbo temporale.

E’ il momento quindi del Gran Palio della Magia quando la gilda si ritrova a un livello zero e quindi deve rimboccarsi le maniche e lottare duramente per tornare ai livelli precedenti. Un momento perfetto per far cominciare questo titolo che prevede una scalata verticale tipica da gioco di ruolo.

Il gioco vede come protagonisti principali Natsu e Lucy anche se tutti i personaggi comprimari hanno personalità e carattere da vendere. Gust supplisce le mancanze di chi non conosce l’opera di Mashima con una sorta di enciclopedia che approfondisce i vari personaggi o anche con i vari dialoghi che ci daranno informazioni sui vari personaggi.

La trama arriverà più o meno fino alla saga di Tartaros, con qualche gap che comunque è facilmente copribile. Le cinematiche comunque sopperiranno al bisogno di comprendere la storia.

Il comparto tecnico vede una grafica leggermente arretrata, con un po’ di aliasing, alcuni effetti obsoleti e qualche animazione non realizzata nel migliore dei modi. Il gioco però sfrutta un ottimo cel shading che ricorda perfettamente l’opera di Mashima, creando un ottimo senso di continuità. Il doppiaggio è in lingua giapponese sottotitolata in inglese.

Il fiore all’occhiello è certamente il sistema di combattimento e quindi dovremo intraprendere missioni su missioni e combattimenti su combattimenti per poter riportare la nostra gilda di maghi alle vette più alte della classifica di Earthland. Potremo formare il nostro party da una quindicina di personaggi diversi ognuno con le proprie peculiarità. Tutto si basa principalmente naturalmente su attacchi a distanza e incantesimi che ridurranno i punti magia. Importante anche l’utilizzo degli elementari adatti così come il posizionamento sulla scacchiera di gioco in modo da infliggere maggiori danni. Tramite un indicatore specifico potremo anche inanellare combo veramente spettacolari e attivare quindi delle finisher altamente spettacolari. I fan potranno quindi godere di alcune cinematiche degne dell’anime. Dovremo anche portare a termine alcuni compiti secondari per poter procedere come ad esempio migliorare i rapporti interpersonali tra i personaggi o compiere operazioni di alchimia.

Potremo anche compiere brevi esplorazioni nelle varie città a disposizione e magari tradare alcuni manufatti con gli abitanti per guadagnare qualche soldo da spendere nei vari shop. Ottimo il comparto di crescita e di potenziamento dei personaggi con le Lacrime che andranno a influire sui parametri passivi dei vari personaggi e punti da spendere per bonus, nuovi costumi o abilità secondarie.

Un fan service ben riuscito che certamente poteva osare di più ma che svolge comunque al meglio il suo compito.

Voto: 7

Qualcuno con cui correre

Tamar è una ragazza di sedici anni, ha i capelli a zero ed ha sempre il suo cane e la sua chitarra a tracolla con cui canta e suona divinamente.

Vive a Gerusalemme e non ha una famiglia quindi vive di elemosine e passa il suo tempo sotto i ponti assieme ai clochard.

Ha una missione però: deve ritrovare qualcuno. E proprio per questo motivo non si fermerà davanti a nulla, finendo in brutti giri di droga e malavita.

Assaf invece ha una vita tranquilla e lavora al canile municipale. Un giorno trova un cane molto strano e così decide di fare di tutto per riconsegnarlo al legittimo proprietario. È il cane proprio di Tamar e quindi i due si incontreranno per salvarsi entrambi dalle proprie sfortune.

Il film di Oded Davidoff è tratto dal celebre bestseller dello scrittore israeliano David Grossmann. Una trama serrata ma dalle alte componenti emotive, come sempre accade nelle opere dello scrittore.

Sullo sfondo una Gerusalemme dalle varie facce, anche quella della miseria e della solitudine, così lontana dall’immaginario collettivo.

Ma i due giovani sono il simbolo di una generazione che corre, non si ferma e non si arrende, quindi c’è sempre speranza.

Ottime le parti cantate di Tamar, molto profonde e toccanti.

Voto: 9

https://www.cgentertainment.it/film-dvd/qualcuno-con-cui-correre/f23053/

Romance of the Three Kingdoms XIV


Il gioco tattico di Tecmo Koei arriva in Occidente per la gioia di tutti gli appassionati.
Un gioco che in Giappone ha un certo seguito grazie alle sue atmosfere da gioco di ruolo con tanti elementi strategici e l’ambientazione classica del Romanzo dei Tre Regni.

Dopo quattro anni è uscito questo nuovo capitolo ricco di novità e che mette tanta carne al fuoco, soprattutto in campo di gameplay.

Il periodo di riferimento è quello dal 169 d.C. fino al 280 d.C. quando i regni cinesi raggiunsero l’unità dopo anni di lotta.

Con il crollo della dinastia Huan dovremo farci largo tra le varie frange in lotta e tentare di dominare tutti gli eserciti in campo. Dovremo quindi districarci tra battaglie e alleanza in un equilibrio molto sottile.

Dovremo quindi badare anche ai rifornimenti degli avamposti così come al benessere e al prosperare delle città in modo da avere i propri possedimenti sempre pronti a difendersi nel migliore dei modi.

Gli elementi strategici sono molto ricchi e completi e daranno un’ottima visione d’insieme della complessa gestione di un impero.

Gli affari e l’aspetto diplomatico sono ambiti molto importanti e quindi non servirà sempre e solo attaccare e combattere ma dovremo essere in grado di diversificare i compiti.

Cominceremo scegliendo un territorio che può essere reale o di finzione e una fazione e quindi iniziare a conquistare e amministrare. Ogni fazione ha diverse truppe e diversi ufficiali e potremo personalizzare anche il nostro personaggio persino in fattezze così come nelle tattiche preferite di battaglia.

Le battaglie e le conquiste si svolgono a grigia esagonale mentre gli incarichi amministrativi verranno gestiti attraverso gli incarichi affidati ai vari ufficiali per ogni aspetto del regno che controlliamo.

Per l’aspetto militare la vera differenza la faranno gli ufficiali che metteremo sul campo e che quindi preferiranno un approccio piuttosto che un altro. Toccherà sempre a noi comprendere quali doti siano migliori rispetto agli altri e quindi assegnare le persone giuste nei reparti giusti. I personaggi poi ci daranno buoni consigli in ogni frangente e quindi fungeranno un po’ da tutorial.

Tutto è quindi molto vario e strutturato e perciò la varietà di contenuti per intrattenere vari tipi di giocatore è garantita.

Dal punto di vista tecnico il gioco vede una mappa tridimensionale con qualità poligonale con illustrazioni per i vari eventi e una colonna sonora veramente incredibile.

Un ennesimo ottimo capitolo per gli amanti del genere.

Voto: 7.5

The Snack World Esploratori di Dungeon Gold


Level-5 continua a sfornare grandi successi per le console Nintendo. Questo Snack World è la versione riveduta e corretta di un grande gioco uscito per 3DS e ora pubblicato per Switch per consentire a tutti coloro i quali non lo hanno provato in precedenza di divertirsi.

Il gioco è un dungeon crawler che mescola elementi d Yo-Kay Watch e Fantasy Life, con tanti personaggi ed equipaggiamenti strani che rendono il gameplay leggero e spensierato.

Le dinamiche di gioco sono quelle classiche del genere con un personaggio che potremo inizialmente personalizzare e che scopriremo affetto da amnesia fin dall’inizio della storia. Ci risveglieremo nel regno i Tutti Frutti con il re che ci chiederà di recarci nel primo dungeon. Una trama abbastanza basilare che comunque non è estremamente importante in termini di tipologia di gameplay.

La forza del gioco sta tutta nel setting e nei personaggi bizzarri che vi strapperanno più di una risata.

Il setting è sempre quello fantasy anche se c’è tanto posto per la tecnologia dato che avremo sempre a disposizione una sorta di smartphone che ci darà un sacco di informazioni e le botteghe dove fare acquisti sono moderni supermercati. Un’atmosfera fresca in grado di alleggerire anche i momenti più noiosi di questo tipo di gioco come i tutorial.

Ottimi anche i dialoghi e la loro scrittura che sono sempre all’altezza e intrattengono in maniera convincente durante lo svolgimento della trama.

Il gameplay come già detto è quello classico e quindi dovremo avventurarci in vari dungeon esplorando luoghi inospitali alla ricerca i ricchi bottini e combattendo boss fight contro mostri di vario genere.

Nonostante l’aspetto chibi la difficoltà è piuttosto tarata verso l’alto e quindi è necessario prendere la mano per non soccombere nelle varie missioni. Dovremo sempre essere ben preparati sia in termini di abilità che di equipaggiamenti per poter superare le varie missioni.

La spinta ad andare avanti sta proprio nel trovare nuovi pezzi per l’equipaggiamento e magari nuove armi potentissime oppure affrontare un nuovo dungeon in cerca di nuovi tesori.

Il sistema di combattimento prevede un attacco standard, una skill per arma e anche una mossa speciale. In battaglia potremo anche utilizzare gli snack, ossia creaturine tipo pokemon che ci daranno una mano. Potremo combinare le skill sia nostre che dei nostri snack per essere più effettivi.

Ottima la componente artistica che ben si sposa con il genere di gioco. Tutto è molto colorato e allegro. Sulla stessa linea anche il comparto sonoro molto scanzonato. Buono anche il sistema di controllo responsivo e immediato come ai tempi della portatile Nintendo.

La longevità si attesta intorno alle 35 ore. Il tutto moltiplicato dal multiplayer che presto verrà sviluppato nel migliore dei modi.

Uno dei migliori hack’n’ slash attualmente in circolazione su Switch.

Voto: 9

Warriors Orochi 4 Ultimate


I musou sono un genere che stanno andando molto in voga ultimamente. Questi action hack’n’slash molto sui generis che ha grande successo nel paese del Sol Levante e che vede in Koei Tecmo una delle aziende più rappresentative del genere con brand iconici come Dinasty Warriors e Samurai Warriors.

Questo titolo è un crossover che vede sia Cina che Giappone feudale al suo interno mescolati in maniera sapiente.

Questa versione Ultimate vede ciò che abbiamo visto nel quarto capitolo dove abbiamo Zeus che ha creato una sorta di universo parallelo dove tutti questi guerrieri si ritrovano a combattere nello stesso scenario.

Dovremo quindi trovare i cosiddetti ouroborus, dei bracciali a forma di serpente in grado di portare in vita i vari personaggi.

La storia è suddivisa in cinque grandi capitoli che sono dei setting con un’area chiusa dove dovremo combattere. Cominceremo con un party di cinque personaggi per poi espanderlo con altri personaggi tra i 170 disponibili.

Il gameplay è come sempre immediato e agile con i grilletti del pad adibiti al cambio di personaggio in maniera facile e rapida.

Ci ritroveremo fin da subito nel mezzo della mischia con i nostri avatar che dovranno combattere strenuamente contro i vari personaggi che si pareranno davanti.
Potremo anche sfruttare i Sacred Treasures che ci consentiranno di utilizzare magie specifiche soprattutto per fermare i cosiddetti Chaos Origins ossia gli avversari che sono immuni alle armi fisiche.

Potremo anche sfruttare la deificazione dei nostri personaggi. La giocabilità è quella rapida e incessante di sempre con una longevità in single player invidiabile.
In questa versione sono stati introdotti anche costumi, armi, magie, scenari nuovi di zecca e guerrieri nuovi come Giovanna d’Arco o Ryu Hayabusa.

Presenti anche nuove modalità come la Challenge Mode o la Trial of Zeus dell’Infinity Mode, con una sfida basata sullo zodiaco.

Un titolo che rappresenta sia un ottimo fan service che un’edizione completa e interessante per chi vuole provare un musou di qualità.

Voto: 8

Infini

Barnaque e Nakana hanno realizzato un puzzle game molto peculiare con una narrativa parecchio sui generis e dei puzzle psichedelici e molto strani.

Con questo titolo potremo esplorare i meandri della mente umana, all’interno di una narrazione molto particolare. Il gioco è sbarcato su Pc e Switch e sfrutta tutte le potenzialità del touch.

Tutto si gioca sulla distorsione delle immagini e sul concetto di psichedelia.
Gli enigmi sono comunque tutti piuttosto punitivi e si avrà sempre la sensazione di trovarsi sul confine tra meditazione e caos totale.

Verranno trattati grossi temi come Poesia, Speranza, Tempo, Guerra e altri concetti molto alti.

Ritrovandosi all’interno di uno scenario di guerra infatti Speranza vuole trovare la strada di casa prima che il mondo ne senta la mancanza in maniera incommensurabile.
La speranza quindi deve avanzare ostacolo dopo ostacolo e livello dopo livello in questo mondo alternativo così straniante.

Ogni mondo consentirà nuove abilità, possibilità di esplorazione e ognuno è caratterizzato da tematiche diverse.

Sul nostro percorso potremo incontrare alleati e nemici e questi ultimi potranno anche distoglierci dal nostro scopo principale di ritorno nella nostra dimensione abituale.
A corroborare il tutto ci si mette un comparto grafico veramente straniante e da LSD e una colonna sonora firmata Barnaque con 20 tracce originali che vi catapulteranno in maniera totalizzante in queste atmosfere.

Tutte le immagini sono disegnate a mano così come i filmati che ci introducono Speranza all’interno del suo viaggio di ritorno.

La curva di apprendimento non è molto ripida e la longevità è garantita dalle abilità che verranno sbloccate di volta in volta. I livelli poi in totale sono più di cento suddivisi in dieci mondi diversi.

Il gameplay è anche basato sulla manipolazione delle telecamere che sono in grado di sbloccare delle aree nuove e quindi prolungare il divertimento.

Un gioco che mescola arte, gameplay e una storia interessante e che sicuramente va provato per essere coinvolto in questa sinestesia.

Monster Energy Supercross 3

Ritorna sulle nostre console il titolo targato Milestone e dedicato all’AMA Supercross, ossia l’American Motorcycle Association, uno dei franchise più spettacolari su due ruote attualmente in circolazione.

Essendo tutto scenografico il focus è incentrato principalmente sui salti, con piste create appositamente per sfruttare al massimo rampe e balzi incredibili.

Gli eventi e le modalità si trovano all’interno di un comparto piuttosto variegato con prove a tempo, eventi singoli, l’immancabile carriera, il campionato, le varie sfide e la modalità compound.

Nelle prove a tempo potremo scegliere un pilota di una delle due categorie disponibili ossia 250 o 450, una pista e vari setting. Una volta fatto questo dovremo riuscire a battere il record su giro naturalmente.

Nell’evento singolo avremo la libertà di provare una gara con tutte le variabili possibili incluse le intemperie mentre nel campionato ci ritroveremo coinvolti in tutta una serie di gare o secondo la modalità ufficiale oppure in maniera personalizzata.

Nella carriera partiremo invece dal basso tentando di arrivare in cima alle classifiche grazie ai nostri risultati su pista.

La modalità compound è forse quella più interessante perché garantisce il massimo della libertà in un’ottica open world quasi si trattasse di un gioco di ruolo. Potremo quindi allenarci e aumentare le skill del pilota così come affrontare varie missioni per ottenere tutta l’oggettistica in grado di personalizzare pilota e veicolo.

Nell’edizione di quest’anno il grado di libertà è talmente ampio che sarà possibile perfino creare un personaggio femminile che differirà dalle controparti maschili anche per il comportamento in gara e nelle animazioni. A questo si aggiunge come già anticipato la vasta gamma di livree, caschi e tute, tutti brandizzati in maniera ufficiale.
La moto potrà poi essere settata a nostro gusto sia per le manopole, i cerchi, le sospensioni, i manubri e così via.

Ottimo anche l’editor di tracciati che ci permetterà di creare la nostra pista dei sogni. Si raccomandano comunque più di un giro in pista in modo da calcolare al meglio tutte le variabili che potremo utilizzare.

Nonostante la spettacolarità di gara il gioco risulta comunque abbastanza complesso come modello di guida e infatti se non manterremo un certo ritmo in gara perderemo secondi preziosi, facendoci superare.

Come già detto la chiave di tutto sta nei salti e negli atterraggi, con una spinta per poter affrontare le rampe nel migliore dei modi. L’approccio è molto arcade anche se è presente qualche elemento simulativo molto interessantie che ne fanno un gioco piacevolmente impegnativo. Questo a patto che naturalmente togliate tutti gli aiuti disponibili.

Implementata anche la fisica in fase di scrub e whip e l’intelligenza artificiale degli avversari in gara.

Ottimo il comparto grafico e sonoro, soprattutto per il contorno della gara tra spettacoli pirotecnici e telecronaca che rendono le arene delle bolge. L’Unreal Engine 4 fa il resto, con un livello di dettaglio incredibile soprattutto nelle moto. Il tutto poi è sempre molto fluido.

Nuovamente un ottimo titolo che piacerà agli appassionati.

Voto: 8

Atelier Dusk Trilogy

Atelier sta sempre più diventando un titolo user-friendly che sta creando attorno a sé un ottimo seguito. Per questo anche GUST e Koei stanno ripubblicando tutti i titoli del passato in modo da offrire a coloro che si sono appena approcciati al gioco tutta una serie di titoli altrimenti inosservati.

I giochi hanno goduto di una rimasterizzazione completa, elemento che spicca soprattutto nel caso dei modelli di tutti i personaggi a schermo.
Implementata anche la possibilità di correre nelle mappe e velocizzare gli scontri con i nemici, in modo da non spezzare troppo il ritmo di gioco.

Introdotti anche i vari extra e contenuti aggiuntivi, sia gratuiti che a pagamento che sono stati rilasciati nel corso del tempo per la trilogia della serie. Non solo. Aggiunti anche alcuni personaggi inediti, costumi e aree inesplorate ricche di risorse per crafting selvaggio.

Un’ottima riproposizione per tonnellate di contenuti e tutte le correzioni necessarie a quanto visto nelle vecchie versioni per Playstation 3 e Playstation Vita, come i framedrop che ai tempi innervosivano non poco.

Il pack in questione contiene tre titoli su un arco temporale di dieci anni tra il primo che è Ayesha e l’ultimo Shallie. Escha and Logy è in mezzo, con quattro anni di distanza dal prequel.

Il gameplay è tutto basato su esplorazione, combattimento e alchimia. Quest’ultimo elemento soprattutto è molto importante dato che questa componente è alla base dell’esperienza di gioco.

Il gioco poi vede anche un’eccellente doppiaggio in giapponese e una colonna sonora veramente di livello per tutti e tre i titoli. I finali poi sono multipli, in base a quale personaggio decideremo di impersonare e a quale scelte lo porremo di fronte.
Ayesha è forse il titolo più emblematico per quello che concerne i canoni del genere e rappresenta un more of the same della formula ideata da GUST. Il gioco è anche piuttosto cupo rispetto agli altri, date le tematiche del lutto e della solitudine che accompagnano l’erborista e l’alchimista Ayesha, i protagonisti.

Escha e Lofy è il diretto sequel con tanti personaggi che torneranno a fare capolino nel gioco. In questo titolo potremo scegliere dall’inizio il nostro personaggio, compreso un personaggio maschio, scelta inedita per la serie tutta al femminile. Nel caso in cui opterete per Logy il gioco assume una piega fortemente da gioco di ruolo.
I combattimenti in questo caso sono caratterizzati da battaglie a sei personaggi, con un’organizzazione del tempo trimestrale invece che annuale.

Shallie è un ritorno alle origini con le protagoniste Shallotte e Shallistera dove la prima è molto egocentrica mentre la seconda dedita all’aiuto del prossimo.

Questo ultimo titolo rappresenta un mix riuscito, una summa delle esperienze di tutti i giochi passati con tanta spensieratezza quanta inquietudine. Il titolo per quanto concerne il gameplay cancella le scadenze di consegna nei processi alchemici, rendendo il gioco ulteriormente più accessibile.

Una grande tripletta di titoli che sono invecchiati molto bene e che sicuramente rappresentano un’ottima occasione sia per coloro che vogliono riscoprire questi grandi classici del passato sia per chi ci si approccia per la prima volta.

Voto: 8.5