Yooka Laylee and the Impossible Lair


Questo spin off della celebre serie platform Yooka Laylee mantiene intatte le sensazioni del titolo originale e quindi rappresenta per Playtonic un ennesimo centro in questo campo.

Il gioco prende  molta ispirazione da un classico del genere come Banjo e Kazooie e quindi riporta in auge atmosfere per certi versi dimenticate in questo tipo di platform.
Questo titolo ritorna in un’ottica bidimensionale ristrutturando quindi il tridimensionalismo puro del primo capitolo.

Le influenze quindi in questo caso vanno a riprendere quanto visto in grandi titoli come Rayman Origins o Donkey Kong Return.
La storia vede i due eroi del precedente capitolo sopravvivere a Capital B che vuole mettere le sue mani sull’Hive Mind  per conquistare l’intero regno.

Dovremo quindi trovare il battaglione di api della regina Phoebee e quindi fermare il malvagio di turno dalle sue mire espansionistiche.
Dopo uno scontro iniziale ci ritroveremo in una sorta di mappa interattiva dove potremo sbloccare i vari livelli e quindi liberare i vari membri dell’esercito  che sono intrappolati nei vari livelli. I vari livelli sono accessibili con i libri luminosi che si possono attivare all’interno dell’hub centrale.

Potremo tentare di affrontare l’Impossibile Lair ogni volta che vorremo anche se naturalmente il reperimento dei membri del Bettalion renderà tutto molto più facile e immediato. Più soldati avremo al nostro fianco naturalmente maggiori saranno le possibilità di successo.

il gameplay è basato su livelli che sono un misto tra due e tre dimensioni, pieni di nemici, ostacoli e oggetti da reperire. La visuale generalmente è dall’alto e fissa.
Sono presenti vari puzzle che varieranno in base allo scenario che ci ritroveremo di fronte.

In questo modo potremo sbloccare aree altrimenti inaccessibili che ci daranno diritto a ulteriori bonus. Potremo a questo proposito anche utilizzare frutti speciali come quelli esplosivi o quelli ad acqua per ampliare ulteriormente la portata dei livelli da esplorare.
Alcune zone poi richiedono una sorta di scotto da pagare per potervi accedere e quindi utilizzare le monete raccolte. Potremo anche utilizzare vari tonici che cci permetteranno di avere dei poteri speciali in cambio di piume.

Prima di ogni livello potremo decidere come modificare la nostra frequenza di tre slot e quindi in che modo affrontare il livello.
Tutto è stato migliorato rispetto al precedete capitolo, dalle animazioni, alla gestione della telecamera, fino ai dialoghi con gli altri personaggi non giocanti.
Grandioso il level design e la sua realizzazione puramente estetica.

Un ottimo platform vecchio stampo con tutti i crismi.

Voto: 9

Grid

Il titolo di corse targato Codemasters ritorna in grande spolvero con tutto il suo carico di sportellate e sgommate.

Un approccio di guida molto arcade che comunque regala spunti di divertimento e complessità in ogni caso.

Un titolo quindi rivolto veramente a tutti, sia a chi è un fan sfegatato dei giochi di corsa sia a chi vuole approcciare un racing game in maniera graduale senza essere eccessivamente punito dal grado di simulazione elevato.

C’è poi tanta carne al fuoco in termini di contenuti nel gioco e infatti troveremo tantissimi mezzi con cui provare a sprintare in gara, veicoli delle categorie più disparate. Non mancano all’appello Touring Cars, monoposto della Formula 1000, muscle car americane, Gt e anche Pro Trucks.

Dato che il celebre pilota Alonso ha preso parte al progetto è presente anche la riproduzione di una sua vecchia Renault R26.
Le macchine sono completamente licenziate e fedeli alla realtà come nel caso delle Porsche, delle Ford e di tante altre case costruttrici.

Presenti anche piste classiche come Silverstone e Brands Hatch. Interessanti anche le competizioni cittadine all’interno di megalopoli come Shanghai, L’Avana, San Francisco o ancora Barcellona.

Presente anche la possibilità di scegliere l’orario di gara, quindi di giorno o in notturna, e le condizioni atmosferiche.
Per quanto concerne le modalità è presente la carriera e anche il gioco libero in cui potremo organizzare delle gare in maniera libera con mezzi e regole personalizzate. I veicoli utilizzabili però saranno sempre quelli che avremo sbloccato attraverso i crediti e non tutti in maniera completa.

Presente anche una canonica modalità time trial in cui dovremo fronteggiare una gara contro il tempo. Qui gli errori verranno puniti con grandi ritardi e quindi con prestazioni da migliorare.

La carriera è naturalmente la modalità principale e avremo a disposizione sei discipline differenti con varie gare al loro interno. C’è il touring con le sue categorie TC-1 e TC-2, la Stock dove sono presenti le gare più bizzarre fra camion e muscle car, GT e perfino una sezione Tuner con bolidi tutti modificati.

Presente anche una modalità interamente dedicata ad Alonso con le sue gare più iconiche e anche molte altre gare storiche come la Historic GT o la Classic Ferrari Cup.
Se vinceremo quattro showdown potremo anche accedere alle GRID World Series in cui avremo come avversari la creme dei migliori piloti per disciplina, per aumentare ulteriormente il grado di sfida.

Migliorando i risultati in pista potremo anche aumentare il livello del nostro pilota così come assumere compagni di squadra di livello per farci scalare le classifiche mondiali.

L’intelligenza artificiale degli avversari in pista è molto reattiva ed aggressiva garantendo un buon livello di sfida. Con il sistema di nemesi poi se andremo a fare spesso a sportellate con un pilota questo ci renderà pan per focaccia.

Buono anche il sistema di fedeltà che misura l’affiatamento tra noi e il nostro compagno di squadra che andrà ad inficiare sugli ordini di scuderia rispettati o meno.

Il modello di guida è perfettamente scalabile e quindi adattabile a ogni tipo di giocatore.

Buono il sistema di danneggiamento che rende tutta l’esperienza molto realistica.

Di livello anche il comparto tecnico, soprattutto nella solidità del framerate.

Voto: 8.5

Nba 2K20


Senza fronzoli anche quest’anno la simulazione cestistica targata 2K si conferma essere la migliore simulazione sportiva attualmente in circolazione. Questo è un giudizio a tutto tondo quindi, non solo legato al mondo del basket ma anche per gli altri sport.

Visualn Concepts continua a migliorare una formula che già sfiora la perfezione.
Le modalità sono quelle di sempre per gli appassionati del genere anche se quest’anno è stata introdotta la lega femminile ossia la WNBA, con ben dodici squadre a disposizione.

In La mia Carriera fondamentale è stato il contributo per la buona riuscita del tutto della casa di produzione SpringHill Entertainment, i cui diretti responsabili sono LeBron James e Maverick Carter. In questo caso sono stati coinvolti attori del calibro di Idris Elba e Rosario Dawson per alcuni personaggi della storia.

Il protagonista della storia si chiama Che ed è un leader nato.  Dovrà fare delle scelte morali importanti che inficeranno in alcuni casi la sua scalata nel campionato NBA. Il tutto è molto maturo e senza troppi stereotipi il che aumenta il grado generale di realismo dell’opera.

Buono anche l’editor che ci consentirà di personalizzare in toto il personaggio sia nell’aspetto fisico che nelle varie doti e skill sul campo.
Tornano La mia Lega e Il mio GM, dove potremo dedicarci anche alle fasi più manageriali così come sviluppare gli alberi delle abilità dei giocatori come se si trattasse di un gioco di ruolo.

Presenta anche l’online de Il mio Team con le microtransazioni per potenziare la propria squadra. Anche nella Carriera potremo procedere in questo senso anche se la progressione dovuta ai soldi reali sarà molto più lineare ed equilibrata.
Il gameplay sul campo è quello di sempre con una simulazione di altissimo livello e una sostanziale eliminazione dei vecchi difetti.

Grande attenzione alla fisica  e un ritmo più ragionato rispetto al solito. Il tutto però è sempre molto fluido e senza sbavature, con nuove animazioni di raccordo nelle azioni che sono un’autentica gioia per gli occhi.

Bello anche il differente stile e approccio della lega femminile dove la forza manca e quindi si lavora molto di più sull’esplosività e sulla circolazione della palla.
Il comparto tecnico è come sempre a vette stellari. La grafica è eccezionale e quest’anno è probabilmente la migliore di sempre, con colpi d’occhio che vi faranno pensare di essere davanti a un match televisivo.

Buona anche la colonna sonora e gli effetti in generale.

Un more of the same che come sempre impressiona e non delude appassionati del basket a stelle e strisce e del mondo videoludico in generale.

Voto: 9

Dragon Quest XI Switch

L’undicesimo capitolo della celebre serie di giochi di ruolo approda su Nintendo Switch.
Il gioco è uscito circa un anno fa su Playstation 4 dopo che a sua volta era stato pubblicato su Nintendo 3DS. Square Enix ha mantenuto la promessa e ha deciso di pubblicare il titolo anche per l’ultima arrivata in casa Nintendo.

Un vero e proprio piacere riprendere nuovamente le fila di un gioco così incantevole anche su questa console portatile anche perché in questa versione sono state apportate tante migliorie evidenti come la colonna sonora orchestrale o la possibilità di rendere i combattimenti più agili. Potremo perfino giocare l’intera avventura in due dimensioni.

Questo capitolo è caratterizzato anche da una trama molto intrigante che rimane sempre scherzoso e fantasy anche se Horii l’ha resa più matura. Tutto è più dinamico e cinematografico, complice anche l’ottimo doppiaggio sia in lingua inglese che giapponese.

Tutto è rapido e ben raccontato e vede un infante che dopo che viene messo in salvo dalla madre che muore poco dopo viene adottato. Il bambino è la reincarnazione di Lucente un eroe che appare all’interno del mondo quando il Signore Oscuro lo mette in pericolo.

A darci una mano nel nostro arduo compito ci saranno alcuni compagni di strada che mano a mano si uniranno progressivamente al nostro gruppo. Potremo quindi imparare a conoscerli negli stili e negli approcci in modo da sfruttarli al meglio durante i combattimenti. Tutti i personaggi come sempre sono stati disegnati da Toriyama il padre di Dragon Ball.

In questa edizione definitiva poi sono presenti tantissime missioni secondarie che ci consentiranno di comprendere ancora meglio il background dei vari personaggi. Potremo quindi vestire i panni anche di tutti questi comprimari e quindi sperimentare vari stili di gioco.

Il gameplay del gioco è quello classico di un gioco di ruolo di stampo nipponico in cui esploreremo le varie mappe di Erdrea. Non si tratta in questo caso di open world anche se tutti i territori sono parecchio ampi.

Potremo girare il mondo di gioco anche con alcune cavalcature speciali come alcuni nemici che potremo sottomettere e sfruttare per girare anche su acqua e raggiungere alcune zone elevate inaccessibili.
Il level up è affidato ai punti abilità naturalmente con cui potremo sbloccare una concatenazione di abilità.

Il gioco come difficoltà non è molto punitivo e completamente settabile nelle varie possibilità. Presente anche la possibilità di fruttare l’inedito accampamento per prendersi una sosta e rigenerare punti vita e magia. Potremo anche sfruttare la forgia celestiale in modo da fabbricare oggetti utili con dei brevi minigiochi.
Per trovare i materiali più rari dovremo naturalmente peregrinare per il mondo per trovarli tutti.

Il sistema di combattimento è molto immediato e adatto anche a chi non è molto avvezzo al mondo dei giochi di ruolo. Fiore all’occhiello sono i poteri pimpanti ossia abilità particolari che si sbloccano quando subiremo tanti danni. È uno stato che perdura anche per due turni quindi sarà particolarmente utile nei combattimenti con i boss.

La longevità è molto elevata e spazia dalle cinquanta ore per la sola avventura principale a cui dovremo aggiungere tutte le varie missioni secondarie e vari post game.
Grande salto qualitativo anche a livello tecnico soprattutto per il comparto sonoro visto il doppiaggio nuovo di zecca e una colonna sonora sinfonica.

Grandiosa la grafica soprattutto per quanto concerne il rinnovato sistema di illuminazione.

Presente anche la modalità in due dimensioni che richiama la vecchia su Nintendo 3DS, il tutto per il fascino retrò.

Il miglior Dragon Quest di sempre probabilmente esaltato dalla portatile Nintendo.

Voto: 9.5

The Bard’s Tale 4

Brian Fargo e InXile hanno deciso di riportare alla ribalta una serie storica. Bard’s Tale infatti è ritornato sui nostri schermi grazie a un lungo kickstarter.

Il titolo originale era un vecchio rpg vecchio stampo che ha visto la luce nel lontano 1985. Il tutto era molto testuale con le statistiche che la facevano da padrone in ogni frangente.

Un capolavoro di narrativa certamente, con tanti elementi di avventura e fantasy di matrice classica.
Questo quarto capitolo sottotitolato Barrows Deep riprende la trama portante del titolo, con un proseguo della trama e alcuni luoghi iconici del franchise anche se innova molto in generale.

Ora ci si muove su di una griglia con scenari in tre dimensioni di pregevole fattura, dove potremo esplorare liberamente così come controllare la visuale. Il tutto assume quindi contorni da action rpg.

Cominceremo nei panni di un avventuriero e successivamente potremo creare il nostro party che inizialmente sarà composto da 4 soggetti solamente.
Potremo quindi esplorare la città affrontando sia missioni principali che secondarie.  Ci saranno tantissimi personaggi non giocanti che vi conferiranno i vari incarichi per progredire nel gioco. Alcune parti dello scenario però si potranno sbloccare solo tramite il rinvenimento di artefatti precisi oppure con il superamento di combattimenti particolarmente ostici.

Buoni anche i dialoghi con gli altri personaggi che prevedono scelta multipla.
Il mix di combattimenti, esplorazione ed enigmi è perfettamente bilanciato. Gli enigmi comunque non sono mai troppo frustranti anche se obbligatori per la continuazione della trama.

Potremo scegliere tra quattro classi combinabili con sette razze diverse, garantendo quindi un buon mix. Essere guerriero, bardo, ladro o mago influenzerà anche il sistema di combattimento naturalmente e come approcciare i nemici.

Mentre i guerrieri ad esempio sono fortissimi nel corpo a corpo mentre i ladri sono i maestri dello stealth e degli attacchi a distanza e così via.  Simpatica l’abilità dei bardi che devono ubriacarsi per eseguire melodie efficaci per confondere gli avversari.
Avremo poi a disposizione naturalmente armi e armature per incrementare le classiche stats quindi anche l’inventario assume un’importanza fondamentale per avere successo.

I combattimenti si svolgono su griglia e quindi la posizione dei combattenti assume contorni di essenzialità fondamentale. Potremo sviluppare strategie differenti così come provare con l’alternanza tra attacchi a distanza e quelli più ravvicinati. Potremo anche utilizzare dei punti opportunità e quindi scegliere quali poteri del party utilizzare.
Per gli incantesimi invece ci serviranno dei punti mana e molta versatilità per provare strategie di buffing e debuffing.

Il comparto tecnico è strepitoso con scenari molto dettagliati e texture realistiche e dal buon utilizzo dell’illuminazione. Belli gli effetti speciali durante gli attacchi. Molto intuitiva poi l’interfaccia.

Molto buone le musiche originali  che coniugano folk e melodie medievali. Ottimi gli effetti sonori e il doppiaggio dei vari personaggi dagli accenti marcati. Tutto di grande atmosfera certamente.

Un action gdr dai presupposti semplici e immediati che con qualche patch correttiva potrebbe raggiungere certamente vette di eccellenza.

Voto: 8.5

MXGP 2019

Milestone ritorna con il suo ottimo simulatore di campionato di motocross. Un gioco oramai consolidato che anno dopo anno macina successi e in ogni sua incarnazione porta qualche miglioria a una formula che è vincente.

Il gioco continua sul solco della tradizione anche se è stata messa sul piatto più di una novità interessante.

L’editor per esempio rappresenta un’ottima introduzione che mutua le stesse dinamiche che avevano già colpito positivamente in un titolo similare come Monster Energy Supercross.  Potremo sceglie l’ambientazione tra il deserto, la riviera e il bosco.
Potremo quindi cominciare editando il nostro pilota da zero in tutto e per tutto, dall’aspetto estetico, alle caratteristiche, fino alla scuderia e altre varie personalizzazioni minori.

Successivamente potremo cimentarci in gara, oppure provare una stagione intera o ancora la classica competizione a tempo.
Potremo quindi cominciare a vincere punti prestigio con i risultati che otterremo in pista e quindi potremo spenderli in seguito per migliorie al mezzo.

Il titolo è completamente licenziato per quanto concerne i campionati MX2 e MXGP, quindi ritroveremo tutte le scuderie, le location e i piloti più famosi per entrambe le categorie. Le piste sono ben 17 mentre i piloti 35.

Potremo anche fare pratica in modalità Playground dove potremo esplorare le piste e intraprendere una serie di attività che ci verranno mano a mano proposte.

Sono presenti anche molte sfide a difficoltà crescente come i Waypoint ossia dei tracciati con checkpoint che potranno essere superati solo se si utilizzerà estrema precisione. Questo tipo di minigare potranno anche essere modificate dagli utenti e quindi condivise con la community.

Presente anche il multiplayer, nella stessa modalità dei giochi passati. Potremo creare una lobby privata o giocare una partita veloce con un massimo di 12 avversari compresi piloti controllati dal computer.

Il gameplay è ricalcato anch’esso sul passato, nella maniera in cui equilibrio e bilanciamento della moto sono realmente tutto, soprattutto a livello di dossi e salti.
E’ molto facile infatti finire fuori pista o cadere rovinosamente nel fango se non seguiremo le traiettorie giuste. Ecco perché lo scrub tramite levetta destra sarà fondamentale. Potremo quindi migliorare sia la stabilità che la velocità in uscita da un salto particolarmente ardito.

Ottime e complete come sempre le opzioni di messa a punto del proprio mezzo che vanno dal settaggio dei rapporti, delle sospensioni, delle ruote e di tutti gli altri aspetti fondamentali del mezzo.

Il comparto tecnico è ancora una volta basato sull’Unreal Engine 4 che garantisce 30 frame al secondo. Buono anche il comparto sonoro con una campionatura fedele dei rumori delle varie moto presenti nel gioco.

Un more of the same che non delude, soprattutto nel caso in cui siate degli estimatori delle precedenti incarnazioni del franchise.

Voto: 8

Dragon Quest Builders 2


Dragon Quest è un autentico caposaldo del genere j-rpg e dopo circa un anno dall’uscita dell’undicesimo capitolo della serie approdato in Europa, giunge sugli scaffali occidentali il seguito del celebre spin off che mischia le dinamiche del gioco di ruolo a quelle di un classico alla Mincecraft. Il tutto condito con una narrazione molto forte e degna di un gioco di ruolo. Una formula che aveva già impressionato e colpito positivamente nel primo capitolo e si ripete con successo nel secondo.

La storia riprende da dove avevamo lasciato il capitolo precedente con la sconfitta di Malroth e Hargon che conosciamo fin dal secondo capitolo della serie.

La storia comunque è totalmente nelle nostre mani e potremo godere del gioco anche senza conoscere a fondo ciò che è accaduto nei capitoli precedenti.

Inizieremo con un editor del personaggio molto dettagliato con tantissime opzioni da sperimentare e successivamente entreremo nel vivo dell’azione.

Cominceremo intrappolati su di una nave piena zeppa di mostri da sconfiggere anche se immediatamente avranno paura di noi dopo che riveleremo la nostra identità da costruttore.

In poco tempo quindi riusciremo ad esaudire parecchie richieste dei passeggeri della nave. Questa fase sulla nave funge da vero e proprio tutorial e successivamente arriveremo all’isola del Risveglio dove incontreremo Malroth, un giovane omonimo del demone che si affiancherà a noi e alle nostre avventure benchè affetto da amnesia permanente.

Cominceremo quindi a viaggiare da un’isola all’altra dell’arcipelago in modo da reclutare persone e reperire materiali così da ricreare un habitat vivibile in tutto e per tutto.
Su ogni isola ci verranno assegnati parecchi progetti da realizzare. Ogni isola ha peculiarità e materiali di ogni tipo quindi le costruzioni e le missioni in ambito edilizio saranno tutte differenti e variegate.

Ogni aspetto dovrà essere curato, dall’agricoltura, agli scavi minerari fino a edifici più complessi. Il tutto incastonato in una trama piacevole e ben scritta che rende in maniera ottima il susseguirsi delle azioni.

Potremo intervenire sui praticamente qualsiasi elemento della mappa, dando così libero sfogo alla nostra fantasia. Con tantissimi strumenti a nostra disposizione potremo spostare, distruggere e fare qualsiasi cosa ci passa per la testa con lo scenario a nostra disposizione.

Il gameplay si compone anche di fasi di crafting e di esplorazione tipiche da gioco di ruolo. In questo modo il personaggio crescerà e quindi apprenderà nuove abilità e si potrà equipaggiare di strumenti sempre più potenti, sia in attacco che in difesa.

Dovremo anche gestire i comprimari che ci seguiranno prendendoci cura di loro e istruendoli nei compiti più utili per noi, in modo da terminare più agevolmente e più rapidamente progetti di costruzione piuttosto complicati. Buono anche il sistema di combattimento che è stato rivoluzionato rispetto al passato.

Questo sequel migliora anche in dimensioni tutto quanto già visto nel 2016. Seguendo la trama si possono toccare vette da quaranta ore di gioco anche se in modalità sandbox il divertimento è praticamente infinito e limitato dalla vostra fantasia.

Il comparto grafico è ancora una volta sinonimo di garanzia marchiato Akira Toriyama.

Da provare.

Voto: 9

Citizens of Space


Eden Industries, dopo Citizens of Earth, ritorna quattro anni dopo con questo Citizen of Space patrocinato da Sega con una formula vincente tutta esplorazioni, grinding e combattimenti a turni con moltissima ironia di fondo.

Vestiremo in questo caso i panni dell’ambasciatore terrestre presso la Federazione Galattica a cui potremo assegnare un nome a piacimento.

Faremo la conoscenza dei nostri assistenti robot e potremo liberamente girare l’assemblea prima del nostro discorso inaugurale.

Faremo quindi l’amara scoperta che l’intero pianeta è scomparso e quindi gonfi di orgoglio dovremo salvare il pianeta assieme ad altri volenterosi provenienti dai pianeti più disparati.

Il gameplay è quello di un classico gioco di ruolo a turni con tanta esplorazione e dialoghi. Avremo la possibilità di muoverci quasi fosse un open world in tutto e per tutto.

Tutto è molto ampio e labirintico e quindi potremo fare la conoscenza di tanti personaggi secondari e soprattutto tantissimi nemici.

Dovremo anche grindare moltissimo naturalmente per trovare denaro e oggetti per potenziarci.

Il combattimento è di stampo a turni classico in cui ciascun personaggio de, party potrà affrontare uno o più nemici contemporaneamente scegliendo tra varie categorie e azioni per ogni attacco o atto di difesa. In tutto questo verranno attivati dei minigame molto vicini ai Quick Time Events che massimizzeranno gli effetti delle nostre azioni.

Stesso discorso quando riceveremo un attacco da cui potremo difenderci sempre attraverso quick time e quindi subire meno danni.

Il nostro personaggio poi potrà intervenire per dare manforte e portare cure, potenziamenti e cibo ai suoi cittadini per combattere al meglio.

Vincendo nei combattimenti naturalmente guadagneremo punti esperienza, denaro e premi di vario genere che ci consentiranno di fare crescere i nostri personaggi.

Il mondo di gioco è veramente vasto e quindi avrete veramente un mucchio di cose da fare così come tantissimi personaggi secondari da reclutare. Ognuno con peculiarità specifiche adattissime in combattimento.

Non ci sarà quindi una progressione lineare classica ma potremo intraprendere l’avventura portando a termine quello che più ci aggrada.

Ottimi, divertenti e ricchi di ironia i dialoghi in inglese ma completamente sottotitolati in italiano.

Fiore all’occhiello è il comparto grafico con una grafica cartoonesca di altissima qualità. Buono anche il comparto sonoro.

Divertente, interessante, ironico e longevo.

Voto: 8

Vambrace: Cold Soul

Devespresso Games deve molto a Darkest Dungeon per il suo Vambrace.
Il gioco è un rpg di matrice roguelike che comunque innova e presenta parecchie novità rispetto al suo più illustre predecessore.

Il sistema di combattimento è a turni mentre il reclutamento del party ci permetterà di scegliere il personaggio più adatto a seconda delle circostanze in maniera subitanea.
Ci ritroveremo all’interno del regno di Icenaire con  Evelia Lyric in possesso del guanto che le ha donato il padre in punto di morte e le ha permesso di attraversare la barriera di ghiaccio che separa il regno dal resto del mondo.

Evelia non conosce la sua missione sa solo che deve raggiungere questo luogo di confine e proteggere la frontiera dalle forze del male.

L’hub è il villaggio in cui potremo potenziarci così come reclutare nuovi personaggi.
Le classi e le razze sono molto eterogenee e variegate quindi potremo sperimentare molto prima di ottenere il nostro party perfetto.

Il gioco si dipana in livelli con mappe diverse da esplorare progressivamente.
Ottime le mappe che sono realizzate in maniera splendida e fanno dell’esplorazione una vera e propria gioia per gli occhi. Ogni stanza contiene almeno un combattimento e in più dovremo fare attenzione alle trappole, a utilizzare il loot nel migliore dei modi e riposare per rinnovare il vigore.

Dovremo anche tenere basso il nostro livello di terrore quando ci ritroveremo a esplorare troppe zone inesplorate e quindi ricche di pericoli.

I combattimenti vedono party e nemici disposti in file contrapposte, ognuno quindi con una posizione specifica che influenzerà il risultato finale della sfida.

Il comparto artistico è realmente ispirato con disegni grandiosi e ambientazioni splendidamente realizzati.

Anche il comparto narrativo è probabilmente il fiore all’occhiello della produzione con una trama che spinge il giocatore ad andare avanti sempre di più per scoprire che cosa succederà.

Buona anche la colonna sonora.

Da provare se avete una passione per questo gioco e avete amato Darkest Dungeon dei Red Hook Studios.

Voto: 7 

Truberbook

Truberbrook è un’avventura grafica splendida di matrice fortemente europea che punta tutto su scenari veramente incantevoli e mozzafiato.

Un gioco che rispetta in pieno tutte le dinamiche da punta e clicca, compresa una spiccata vena di ironia alla Monkey Island.

Un gioco reso possibile da una campagna kickstarter che ha raggiunto gli obiettivi in brevissimo tempo.

Tutto punta sugli scenari realizzati a mano che realmente impressionano per la qualità digitale degli stessi. I personaggi invece hanno un design più stilizzato e l’insieme è molto ben realizzato e non stona assolutamente nell’intero contesto.

L’insieme ricorda le vecchie avventure in cui alcuni elementi erano digitalizzati altri disegnati a mano e quindi l’insieme è parecchio gradevole.

La trama ci porta indietro nel tempo fino al 1967 in guerra fredda, in un villaggio tedesco in mezzo ai boschi che sembra avere parecchi segreti da conservare.

Vestiremo i panni di uno studente americano di fisica che si chiama Hans Tannhauser e che si ritroverà nonostante il fatto di essere un nerd a salvare il mondo.

Il gioco mischia grandi riferimenti classici del genere di fantascienza assieme a tanta ironia. Il tutto in un contesto storico preciso e tragico che però il gioco sdrammatizza con la sua simpatia e i suoi personaggi strampalati e carichi di carisma.

L’interfaccia di gioco è sempre comoda e ci permetterà di tenere sempre sott’occhio gli oggetti con cui potremo interagire.

Il fulcro dle gioco è l’indagare e scoprire vari dettagli che ci permetteranno di trovare nuovi filoni per comprendere cosa stia accadendo esattamente all’interno di questo villaggio tedesco. Il tutto è quasi un mix tra avventura grafica e esperienza cinematografica di altissima qualità.

Buoni gli effetti in tempo reale e l’illuminazione dinamica che incrementa notevolmente la qualità tecnica generale del titolo. Buona anche la colonna sonora tipica del genere di fantascienza e che quindi ne evocherà le atmosfere.

Buono anche lo humour per un gioco che non si vuole mai prendere troppo sul serio e quindi gioca sempre sulla differenza di stili e di generi.

Finale veramente sorprendente che fa sperare molto bene per i prossimi titoli di questa software house veramente talentuosa.

Avventura grafica veramente intrigante che fa della storia e del comparto grafico curatissimo degli ottimi biglietti da visita.

Voto: 9