Da Sweet Blood of Jesus


Spike Lee e l’horror due realtà inconciliabili? Apparentemente no, specialmente se dietro le dinamiche horror c’è qualcosa di più, come ad esempio l’integrazione razziale che è un tema molto caro al regista di Brooklyn.

Questo film è un titolo a bassissimo budget realizzato con il crowfunding ed è un remake di un vecchio film del 1973 intitolato Ganja and Hess a firma di Bill Gunn. Una sorta di b- movie culto con il vampirismo come metafora dell’integrazione razziale e anche tanto sesso e droga in pieno stile exploitation.

Spike Lee riprende l’idea e si inventa il personaggio di Hess Greene come un ricco collezionista di manufatti africani che un giorno si ferisce con uno dei suoi preziosi pugnali ashanti. Da quel momento ha una sete per il sangue implacabile e trova in Ganja, questa volta interpretata da Zaraah Abrahams una compagna di scorribande perfetta.

La chicca del film per veri amatori è rappresentata dall’apertura e dalla chiusura con personaggi e setting identici a quelli della chiesa di Red Hook Summer del 2012.

Voto: 7.5 

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