Io, Dio e Bin Laden

Nicolas Cage ci riporta nelle atmosfere dell’Afghanistan del 2002, quando Osama Bin Laden era il nemico pubblico numero uno.

Army of One è un film tratto da una storia vera, con tantissimi spunti divertenti e autoironici che ci fa assistere alle vicende statunitensi a caccia di armi di distruzioni di massa sotto un’ottica completamente differente.

Siamo nel 2002 come già accennato e Gary Brooks Faulkner, interpretato da Nicholas Cage, è un ex galeotto che uscito di prigione fatica a reinserirsi all’interno della società. Ha più di cinquant’anni e ha un diabete in forma molto forte.

La sua vita scorre tra sessioni di dialisi in ospedale, un bar, il rapporto con la sua vecchia compagna di scuola Marci per cui prova un sentimento e l’ossessione per il governo statunitense, secondo lui non in grado di proteggere i cittadini americani dal pericolo incombente di Al Qaeda.

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Durante un’allucinazione dovuta a un picco di glicemia Gary vede Dio che gli ordina di recarsi in Pakistan armato di una katana da samurai e scovare Bin Laden per porre finalmente fine a uno dei più grandi incubi degli americani. Dio ha le sembianze di Russell Brand.

Il film è diretto dallo stesso regista di Borat e de Il Dittatore ossia Larry Charles che è molto bravo a regalare un guizzo ironico per una vicenda che ha diversi risvolti tragici.

Un insieme di visioni lisergiche per un film tanto divertente quanto allucinato in cui Nicholas Cage spinge sull’acceleratore della farsa e la cosa gli riesce benissimo.

Gary non incontrerà mai nessun terrorista sul suo cammino ma in compenso molte brave persone che gli faranno riconsiderare la sua idea di nemico giurato della sua patria.

Il regista, attraverso le visioni del protagonista, muove una pesante critica anche alla società e alla politica americana, in cui gli estremismi e i fondamentalismi non sono poi tanto differenti da quelli che si prefigge di combattere.

Voto: 7

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