L’erba di Grace


Le avventure di Grace Travethen, in un paesino della Cornovaglia, prendono inizio dopo la morte del marito. Senza soldi e con l’ombra gigantesca degli innumerevoli debiti contratti dal marito che sta per abbattersi su di lei, Grace decide di mettersi alla ricerca di una maniera rapida per salvare la sua casa, svuotata dei mobili già messi in vendita.

È il giardiniere che le da l’idea chiedendole di occuparsi di alcune piantine di Marjuana tenute nascoste dietro la canonica. E così ecco la soluzione per risolvere i problemi: la neo-vedova trasforma la piccola serra dietro la casa in un luogo attrezzatissimo per ospitare una vera e propria coltura di Marijuana. Con gran dispendio di energia Grace e il suo giardiniere Matthew riescono a produrre ben 40 chili di “erba”, e partita alla volta di Londra per vendere il raccolto, Grace si imbatte in un affascinante Signore della droga francese che si innamora di lei tanto da decidere di seguirla fino in Cornovaglia. Non sveliamo l’inatteso finale ma anticipiamo almeno che è un Happy end.

Inutile dire che si tratta di una commedia, l’esilarante soggetto credo lo abbia già rivelato; certamente è una commedia diversa, se non altro per lo “stupefacente” protagonista.

È un film corale, in cui anche gli abitanti del paesino partecipano attivamente al tentativo di “rinascita” economica, e anche personale, della spiritosa e surreale Grace, impersonata da una fantastica Brenda Blethyn, che interpreta alla perfezione l’evoluzione di questa donna inglese che scoperti i tradimenti del marito riesce persino ad aprire il cuore all’amante di quest’ultimo, e che istigata dagli eccentrici personaggi che la circondano riesce a liberarsi e a ricominciare una nuova vita costellata da un grande successo, un nuovo marito e tantissimi amici.

Ambientato nei paesaggi più spettacolari dell’Inghilterra con una fotografia sensazionale, a suon di musiche che ricordano i “fantastici” (anni ’70, il film non si abbandona mai a lentezze e ripetizioni.

Voto: 8

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