Speciale Kochmedia DVD

Amy

 

Amy Winehouse è stata, nel bene quanto nel male legato alle sue scelte sbagliate, una delle artiste più rappresentative del talento vocale tout court.

Asif Kapadia, specializzato in ritratti postumi di mostri sacri del pop, ha deciso di dedicarle un documentario, per seguire da vicino la sua storia. Il documentario è arrivato ed è stato apprezzato anche all’ultimo festival di Cannes.

L’artista è scomparsa il 23 luglio del 2011 a soli ventisette anni e la sua storia travagliata, costellata di depressioni, alcolismo e dipendenze è stata messa su schermo in questo ritratto che non tralascia nulla e rende partecipe lo spettatore anche dei più minimi dettagli.

Nelle due ore e rotte di documentario possiamo assistere a frammenti di materiale privato dell’artista, con video e foto realizzati da amici, da Amy stessa o dal marito Blake Fielder-Civil. Si ripercorrono quindi la giovinezza fino al successo mondiale, con parecchio materiale pubblico.

Il ritratto è a tutto tondo e ci regala quindi una Amy Winehouse completa, senza eccessive glorificazioni post-mortem, rappresentandola quindi come un’anima travagliatissima ma dotata di un talento immenso e sconfinato.

Vengono anche analizzate le figure distruttive per l’artista come il padre, il manager o il marito e l’estrema fragilità di Amy di fronte a tutti questi attacchi.

Il film è stato meritoriamente portato in dvd da Kochmedia che ultimamente si sta specializzato su film o documentari di nicchia, cosa molto apprezzata dagli appassionati.

The Badabook

The Badabook è un film australiano, scritto e diretto da Jennifer Kent. Un vero e proprio gioiello nel campo degli horror, dato che punta tutto sulla psicologia e il sottile piuttosto che sullo splatter scontato.

La storia parla di una donna che si ritrova vedova, a seguito di un incidente stradale mentre il marito sta correndo in ospedale per farla partorire.

La madre è depressa e il bambino piuttosto problematico, dato che passa il suo temo a costruire in continuazione armi rudimentali.  Quando Samuel trova nella sua libreria un libro Badabook, le loro vite cambieranno per sempre.

Il film è piuttosto lento rispetto alla concorrenza anche se la tensione rimane sempre molto alta. Il dramma psicologico è molto ben realizzato, in cui il tema centrale è quello della rielaborazione del lutto.

Il pericolo spesso non viene dall’esterno ma si annida proprio nel nostro intimo.

Ottima l’intepretazione dei due protagonisti.

Un horror semplice e senza pretese che è una vera e propria perla indipendente.

Everly

Your ads will be inserted here by

Easy AdSense Lite.

Please go to the plugin admin page to paste your ad code.

Everly è un film su cui bisogna vincere una certa diffidenza iniziale ma che poi conquista.

Protagonista della pellicola è Salma Hayek e il film, benchè abbia avuto un budget piuttosto elevato, punta tutto sulla storia, le idee e lo stile, piuttosto che sulle facili scene d’azione.

Joe Lynch prende spunto da Kill Bill e ci regala un action e quasi più simile a una piece teatrale invece che a un film fracassone.

Il film ha anche derive da sparatorie alla John Woo della prima ora e vede Everly appunto, dopo avere deciso di collaborare con la giustizia,  tentare di resistere agli attacchi dei sicari che vogliono farla scomparire dalla faccia della Terra.

Si ritroverà perciò barricata all’interno del suo appartamento in attesa  che tutto termini ed è decisa a non darla vinta a suoi persecutori a qualunque costo.

Un vero e proprio B movie incentrato sull’assedio, con una sceneggiatura scritta da Yale Hannon che rischia di diventare film di culto del genere.

Difret

Difret è il bellissimo film etiope, presentato da Angelina Jolie al grande pubblico.

Il lungometraggio parla di Hirut,una ragazzina di un villaggio vicino ad Addis Abeba che nella metà degli anni Novanta, viene rapita al ritorno da scuola da un uomo che vuole sposarla e che quindi la violenta.

Hirut riesce a scappare uccidendo il futuro marito e viene però imprigionata. Meaza Ashenafi, un’avvocatessa in prima linea per i diritti delle donne, decide di difenderla in un processo, adducendo come alibi la legittima difesa.

Il film ha vinto prestigiosi premi al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino.

Diretto da Zeresenay, Berhane Mehari, è basato su una storia realmente accaduta.

Difret, che in amarico significa coraggio, non vuole impressionare con recitazioni da oscar o momenti catartici, semplicemente lo fa con una storia diretta e immediata che pone diversi interrogativi alla nostra società in cui spesso legge e giustizia ancora non coincidono.

Sola nel buio

Sola nel buio è un titolo che in lingua originale si chiama Penthouse North.

Narra della storia di Sara, una reporter d’assalto che perde la vista in seguito a un attacco di un kamikaze in medioriente.

Sara vive in un lussuoso attico con il fidanzato Ryan ma un giorno, rientrando a casa,scopre che è morto ucciso da Chad.

Tenta di scappare ma non ci riesce poiché viene ripresa da Hollander, un complice di Chad e i due la tengono prigioniera proprio in casa sua. Dietro un furto di diamanti che Ryan compì assieme ai due.

Un film che vi terrà incollati fino all’ultimo e che si gioca tutto sui colpi di scena e sulla sorpresa.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>