WWE 2k16


Sono più di 120 gli atleti giocabili quest’anno (ovviamente una parte sarà da sbloccare), ma volendo fare un confronto con i difetti dello scorso anno, il roster è solo una delle migliorie apportate. Si parte con il consueto training alla full sail arena di Nxt, dove il buon Jason Albert (il fu A-Train) ci accoglie e ci introduce una serie di tutorial – che analizzeremo successivamente. La “modalitá carriera” risulta più articolata e meno ripetitiva rispetto allo scorso anno; inoltre abbiamo la possibilità di dare risposte multiple alle interviste post match della bella Renee Young, e che influiranno direttamente sul nostro status di face o heel. C’è, poi, anche l’opportunità di creare o sciogliere alleanze, ed abbiamo la presenza dell’ authority e l’onore di arrivare ad essere parte della gloriosa hall of fame. Strizzatina d’occhio della 2K ai fan, che inserisce la storia del sempre amatissimo Stone Cold Steve Austin, che troviamo in copertina e nei trailer di lancio. La modalità showcase si conferma ben fatta, con contributi video notevoli e la possibilità di sbloccare personaggi amarcord. 2K e gli sviluppatori Yuke’s hanno ideato una serie di nuovi mini-giochi e modificato le precedenti animazioni per submission e pin fall. Per quanto riguarda il mini-game iniziale, ci troviamo di fronte all’ormai consolidato “sasso/carta/forbice“, mentre sostanziali novità riguardano la submission move: 1 barra blu e 1 barra rossa, inscritte in un cerchio, si inseguono, cercando di sovrapporsi a seconda della difesa o attacco. A nostro parere lo stratagemma utilizzato è macchinoso e poco intuitivo. Per quanto riguarda lo schienamento, c’è stata una rivisitazione dello scorso meccanismo: abbiamo quindi 3 tentativi per fermare il count nell’apposito spazio blu. Una grossa novità consiste nel numero limitato di contrattacchi: a seconda dell’atleta selezionato abbiamo a disposizione più o meno tentativi di contrattacco, rappresentati nell’apposito indicatore situato sotto l’adrenalina. Il resto del gameplay risulta migliorato, più fluido, con maggiori animazioni e sequenze sempre più realistiche.

Una piccola difficoltà si presenta quando dobbiamo cambiare bersaglio all’interno di un match multiplo. La grafica appare subito notevolmente migliorata, e i dettagli degli atleti e delle arene sono pazzeschi. Una chicca è l’entrata in sequenza senza interruzioni: se decidessimo di skippare l’ingresso del nostro atleta, l’inquadratura si sposterà subito sul pubblico, e partirà così la themesong dell’atleta successivo. La modalità creazione è stata potenziata rispetto al flop dell’anno scorso. Maggiore possibilità di personalizzare superstar o diva, e la sempre apprezzata creazione di titoli e arene, permette una longevità notevole per chi non si accontentasse dei contenuti già presenti. Caricando la propria foto diventa possibile creare atleti pressochè identici alla realtà, e questo è apprezzabile con il download dei contenuti degli utenti online (per i più esigenti c’è, inoltre, la possibilità di scaricare atleti delle indies, creati fedelmente dagli appassionati). Per quanto riguarda la giocabilitá online, non abbiamo incontrato particolari criticità: la modalità si conferma sufficiente. 2K e Yuke’s avevano la necessitá di cambiare rotta, dato che lo scorso titolo aveva solamente il pregio di aver gettato le basi per un futuro brillante. Già da quest’anno, invece, ci sentiamo di promuovere i progressi di un gioco che, non solo presenta il più ampio roster di sempre, ma garantisce una varietà di gioco e una fluidità notevole.

Voto: 8.5

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