Yakuza Apocalypse


Takashi Mike torna a stupire con un film folle sempre ad ambientazione yakuza . In questo caso ci troviamo di fronte a un mix tra horror e crime appunto, con alcuni elementi anche di arti marziali per non farsi mancare proprio nulla.

Nel film Kamiura è un leggendario leader della yakuza che pare sia immortale perché un vampiro da molte generazioni. Kageyama è un suo seguace fedele e devoto ma tutti lo prendono in giro poiché la sua pelle è molto delicata e quindi non può tatuarsi come la tradizione yakuza vorrebbe.

Alcuni gaijin stranieri arrivati in Giappone danno un ultimatum a Kamiura di unirsi nuovamente al vecchio sindacato internazionale del crimine. Rifiutando viene ucciso in maniera cruenta ma, prima di morire, fa in tempo a mordere Kageyama e quindi a passargli tutti i suoi poteri. La vendetta quindi è vicina.

Un’opera sui generis come sempre di un grandissimo regista che tocca molto spesso i livelli del genio più blasonato. La narrazione scorre fluida nelle sue immagini sempre sopra le righe. Un vero atto di liberazione che regala libero sfogo all’immaginazione e alla fantasia. Sempre però rispettando degli stilemi del cinema classico ma anche da cassetta con cui Miike si è fatto le ossa in ben oltre ottantatrè lavori precedenti.

Un film non per tutti certo, che almeno alle prime battute potrebbe lasciare più di uno spettatore spiazzato. Chi conosce il regista nipponico però sa di cosa stiamo parlando e quindi non faticherà assolutamente ad avventurarsi in un mondo fatto di rane giganti che combattono contro criminali giapponesi.

Un film che in ogni caso deve essere capito e interpretato non secondo convenzioni bensì tornando un po’ bambini e lasciandosi intrattenere da un cinema mai con funzioni catartiche ma per una volta fieramente fine a se stesso.

Voto: 9

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