Legrand Legacy: Tale of the Fatebounds


Una ventata di nostalgia si respira anche in questo 2018, con un gioco che riporta in auge i vecchi fasti della Playstation e atmosfere quindi alla Legend of Dragoon o ancora il più blasonato Final Fantasy VII.

L’era dei giochi di ruolo Playstation è stata infatti molto proficua e interessante e quindi è un piacere poter riprovare quelle sensazioni di un tempo.
Semisoft ci ha regalato questo Legrand Legacy che mantiene quello spirito ma con tutte le innovazioni tecnologiche di oggi.

Vestiremo i panni di uno schiavo chiamato Finn che non ricorda il suo passato per nulla ma si ritrova in una cella. Deve combattere in un torneo per così dire gladiatorio anche se non può uccidere il suo avversario, pena una punizione.

Un viaggiatore però lo salva e così fa la conoscenza dei Fatebounds, ovvero coloro che possono mettere fine alla guerra a Legrand.
I personaggi sono molto ben caratterizzati e anche lo sviluppo degli stessi nel corso del gioco è stato ben strutturato.

I dialoghi sono profondi e molto interessanti da seguire. Ognuno ha le proprie personalità e quindi il party è molto ben variegato e strutturato.
Il sistema di combattimento ricorda anch’esso i classici del passato con un tasto che se premuto al momento opportuno può potenziare l’azione in atto. Se poi mancheremo il tempismo rischieremo anche che l’attacco possa andare a vuoto.

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Ogni nemico poi ha una debolezza a un incantesimo o a un’arma in particolare e quindi dovremo sfruttare queste caratteristiche per avere la meglio sui nemici.
Durante le boss battle molto impegnative è anche consigliabile di turnare in maniera frenetica tra i vari personaggi del party in modo da sfruttare tutte le abilità speciali dei personaggi.
Le armi sono tutte customizzabili con i materiali ritrovati in giro e durante le battaglie. Alcuni oggetti sono veramente ardui da trovare e ve ne serviranno veramente molti per avere un’arma rispettabile.  Quindi avanti tutta con il farming.

Il comparto grafico è buono tutto in tre dimensioni poligonale, con design dei personaggi con personalità e animazioni di livello, soprattutto per un titolo di questo tipo. Il fascino retrò c’è tutto insomma.

La longevità è garantita dalle sotto missioni che permettono di spezzare il ritmo della storia per dedicarsi quindi ad attività collaterali molto divertenti come la caccia ai fantasmi o la consegna di messaggi.

Grandioso e maestoso anche il comparto sonoro con una soundtrack veramente eccezionale.

Merita attenzione.

Votazione finale: 8.5

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